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Charity for friends - 12/3

pubblicato 12 mar 2020, 14:52 da Giorgio Capuani

Amici, 

come ho scritto stamane , il nostro gruppo non potrà sabato sera fare servizio!! È stata una decisione difficile ed ancor ora i dubbi, i sensi di colpa e una crisi spirituale aleggia nei nostri cuori. Rileggendo le parole di Armando, ancora di più una lama lacera il cuore e la  coscienza di noi cristiani: siamo davvero troppo paurosi e codardi??...o forse la nostra opera può provocar danno più che beneficio ???...come medico in questi giorni non mi pongo limitazioni di rischio ma SOLO sulla mia esclusiva persona; diverso è il nostro servizio per strada !!...Dopo lunghi discorsi con un giudice di tribunale alla fine è emerso intanto che non ci sono attenuanti : il nostro non si configura come servizio di necessità , poiché non siamo Enti o Protezione Civile ma associazioni di cittadini ed il nostro servizio è un qualcosa in più al lavoro riconosciuto delle mense caritatevoli ( quest ultime garantite come lo stesso Conte ieri ha detto), che implementate assicurano la base; dunque si configura una violazione e ...è giusto esporre i volontari al rischio che qualcuno li incrimini penalmente ? mi domando fino a quanto i volontari sono consci che quello che rischiano penalmente non è poco, rispetto al fatto che altri sistemi di mensa esistono e sono funzionanti abbastanza bene?

secondo punto: vivo praticamente in ospedale ed io e i miei colleghi e amici siamo bardati tutto il giorno e le misure di sicurezza sono ben oltre il fatidico e niente affatto sufficiente 1,5 m di distanza....eppure molti dei colleghi sono positivi in quarantena e qualcuno ricoverato: la verità è che nessuna misura di protezione è sicura!! Allora mi domando: per quanto possiamo ordinarli bene e con mascherine etc...siamo sicuri che se c è un positivo asintomatico o paucisontomatico questo , nel pur lieve assembramento, non determini il contagio degli altri , volontari compresi???...sono anche qui consci davvero i volontari e soprattutto i fratelli per strada che non è uno scherzo e che quel servizio aumenta il rischio di contagiare e contagiarsi, alla luce di aumentati contagi a Roma  e sempre tenendo conto che siamo di ausilio ad un servizio mense (che ha già i suoi rischi ma esso è servizio di pubblica necessità come L ospedale)??

queste sono solo personali riflessioni che condivido, dopo aver consultato pareri competenti per entrambi gli aspetti. Possiamo con certezza affermare che senza la nostra opera qualcuno morirebbe davvero di fame??sono convinto che a Roma si muore più di solitudine per strada che per fame, ma se così fosse , affrontarei anche un plotone di esecuzione .

detto ciò , esprimo tutta la mia comprensione e ammirazione per chi potrà proseguire il servizio; noi per questo momento daremo aiuto e supporto alle mense, sperando di tornare presto in stazione non per portar solo cibo ma soprattutto un po’ di amore!

vostro fratello in Cristo, Massimiliano 

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